Non annaffiare mai una pianta afflosciata prima di aver controllato il terriccio a 5 cm di profondità: terriccio secco e foglie molli significano sete, terriccio bagnato e foglie molli significano radici in crisi.
Perché i due problemi si somigliano
Una foglia resta soda perché le sue cellule sono piene d’acqua che preme verso l’esterno (turgore). Quando le radici non riescono a fornire abbastanza acqua, la foglia si affloscia, qualunque sia il motivo. In un vaso secco non c’è semplicemente acqua da assorbire. In un vaso zuppo l’acqua abbonda, ma le radici sono rimaste senza ossigeno, gli apici radicali più fini, che svolgono gran parte dell’assorbimento, sono morti e la pianta è di fatto in siccità pur stando in una pozza.
Ecco perché il riflesso di annaffiare ogni pianta che si piega è pericoloso. Per la pianta secca è la cura; per quella che annega accelera la morte delle radici. Le foglie non possono dirti quale delle due situazioni hai davanti. Il vaso sì.
La diagnosi in un minuto
Fai questi controlli prima di prendere l’annaffiatoio. Due o tre indizi nella stessa direzione di solito bastano.
- Peso del vaso: nettamente leggero fa pensare al secco; pesante al bagnato.
- Umidità a 5 cm di profondità: terriccio polveroso e staccato dalla parete del vaso, oppure fresco e fradicio?
- Odore: un odore acido, di marcio o di palude che sale dal terriccio indica ristagno e marciume.
- Consistenza delle foglie: sottili, cartacee, arricciate o secche fanno pensare alla sete; molli, ingiallite e flosce a radici bagnate.
- Quali foglie: l’ingiallimento improvviso di diverse foglie basse insieme è più tipico di una zona radicale bagnata che della siccità.
- Base del fusto: tessuto molle, scuro o che cede a livello del terriccio è un segnale di radici bagnate su sansevieria, zamioculcas e succulente.
Rimediare a una pianta troppo secca
Lo spatifillo (Spathiphyllum) è il caso da manuale: si accascia in modo spettacolare quando il terriccio si asciuga e si riprende in poche ore dopo l’annaffiatura. La maggior parte delle tropicali da fogliame si comporta in modo simile, se si interviene presto. Annaffia lentamente finché il 10–20% esce dal fondo; se l’acqua attraversa subito una zolla ristretta, immergi il vaso in una bacinella per 10–30 minuti finché la superficie si scurisce, poi lascialo sgocciolare completamente.
Le foglie diventate secche non si riprendono, e gli appassimenti ripetuti lasciano margini bruni, soprattutto sullo spatifillo. Se la pianta chiede acqua ogni due o tre giorni, cerca la causa: radici che riempiono il vaso, un piccolo vaso di terracotta su una finestra soleggiata o un substrato molto grossolano. Passare a un vaso di una misura più grande in primavera di solito risolve.
Rimediare a una pianta troppo bagnata
Smetti di annaffiare. Estrai la pianta dal coprivaso ed elimina l’acqua intrappolata: fori di drenaggio ostruiti e pozze nascoste causano gran parte di questo problema. Sposta la pianta in una luce intensa indiretta (non sole forte), così consumerà più acqua, e lascia asciugare il terriccio fino alla profondità giusta per la specie prima di annaffiare di nuovo.
Se dopo una settimana la pianta continua a peggiorare, o il terriccio ha odore acido, sfilala dal vaso e guarda le radici. Radici sode, chiare o color nocciola indicano che si riprenderà quando il terriccio si asciuga. Radici brune e molli, il cui strato esterno si sfila al tatto, indicano marciume radicale: valgono le procedure di salvataggio della guida dedicata. L’eccesso d’acqua riguarda quasi sempre la frequenza, non la quantità di una singola annaffiatura: una bagnatura abbondante seguita da una vera asciugatura è sana.
Altre cause che imitano i problemi di annaffiatura
Il freddo è il grande impostore. Una pianta tropicale raffreddata sotto i 12 °C circa da una finestra con spifferi o dal viaggio in auto verso casa si affloscia e ingiallisce anche in un terriccio perfettamente umido, e i ficus reagiscono perdendo foglie. Un rinvaso recente, danni alle radici, uno spostamento improvviso al sole forte e le infestazioni gravi di ragnetto rosso possono anch’essi causare foglie flosce o ingiallite: gira le foglie e ispezionale con una lente 10× prima di dare la colpa all’acqua.
Cambia una cosa alla volta e aspetta 1–2 settimane. La ripresa si vede prima nella vegetazione nuova, non nelle foglie già danneggiate.
